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Il Maggio
Il Maggio di Oliveto Lucano è una cerimonia propiziatrice di fecondità e benessere durante la quale si sposano due alberi: l’uno (il maggio), il più dritto e più alto del bosco di Cognato; l’altro (la cima), la più bella e frondosa chioma di agrifoglio della foresta di Gallipoli.
Il Maggio di Oliveto Lucano è un esempio di religiosità popolare che si ritrova nei culti arborei di altre parti del mondo: la nostra festa è in onore di San Cipriano.
Il culto di San Cipriano è nato nel 1735, quando il santo divenne protettore di Oliveto Lucano. L’arrivo della reliquia tra l’Ascensione e la Pentecoste, periodo della festa dell’albero o festa di primavera, unì in modo forte e indissolubile la festa del protettore con la festa del maggio.
Un aspetto storico importante riveste l’origine longobarda-cristiana del maggio. Durante la loro permanenza nel Sud Italia, i Longobardi, per salvarsi dall’assedio bizantino, accettarono la proposta del vescovo che prevedeva di abbandonare i residui riti pagani, tra cui quello del “voto”, che si svolgeva attorno ad un albero e che aveva la funzione di rinsaldare i vincoli tra cavalieri longobardi, con carattere però magico-sacrale. Convertitisi, i Longobardi abbatterono l’albero del “voto”, piantandone uno ogni anno in segno di fede e devozione verso la Madre di Dio. L’origine longobarda di Oliveto Lucano può aver assimilato tale rito già cristiano, dedicandolo al santo protettore anziché alla Madonna.
E’ fondamentale nella festa di San Cipriano il valore socializzante, perché assurge a simbolo della propria storia, cultura e tradizione. La partecipazione collettiva nei giorni della festa esalta i valori di socializzazione, tipici dell’uomo contemporaneo. Rinsalda i legami fra i membri della comunità: le azioni della vita ordinaria, il tempo, i luoghi, il lavoro sono orientati verso il santo.
Il MAGGIO è il fusto di un cerro di circa 25 metri che viene abbattuto in un contesto festoso la prima domenica di Agosto.
Il 10 agosto la popolazione si reca nel bosco di Gallipoli-Cognato per abbattere una cima di agrifoglio di circa 10-15 metri che viene trasportata a spalle dai giovani del paese per un tragitto di circa 8 km tra suoni,balli e consumando le prelibatezze del luogo e tanto, tanto vino.
All'imbrunire il MAGGIO (lo sposo) trasportato da trattori,e la CIMA (la sposa) fanno ingresso nel paese al suono della banda, organetti e fisarmoniche.
L'11 agosto, di buon mattino, appena poco fuori dall'abitato in località Dietro la Niviera gli uomini esperti iniziano la lavorazione del Maggio con asce e motoseghe; verso le 19 dopo la Santa Messa sfila per le vie del paese la solenne processione di San Rocco venerato al pari del santo Patrono.
La serata è allietata da gruppi folkloristici o bande musicali.
Il 12 agosto gli uomini di buon mattino continuano le lavorazioni, la Cima viene innestata al maggio e con un complicato e faticoso meccanismo di funi e argani il Maggio viene innalzato a 45° gradi; verso le ore 12 ha inizio la processione di San Cipriano durante la quale sfila nuovamente la statua di San Rocco; il corteo si dirige verso la zona dove c'è il Maggio che verrà completamente innalzato sotto gli occhi benevoli di San Cipriano.
durante la processione giovani donne recano sulla testa a titolo devozionale le CENTE complesse costruzioni di candele nastri e fiori.
Nel pomeriggio verso le 18 i cacciatori danno inizio allo Sparo del Maggio per far cadere delle targhette numerate ad ognuna delle quali corrisponde un premio: fino agli anni 60 venivano attaccati degli animali (pollastri, piccioni, conigli..) ma questa usanza è stata poi superata per ovvi motivi.
Durante la serata hanno luogo concerti di artisti più o meno importanti.  Nei giorni successivi il Maggio viene venduto all'asta al miglior offerente ed il ricavato viene devoluto al Comitato Feste.
La festa richiama tanti emigranti e turisti tant'è che nel 1980 fu deciso di svolgere la festa appunto a ridosso del Ferragosto mentre prima si svolgeva nei giorni 15 e 16 settembre.
 

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