Benvenuti in Olea - Pro Loco di Oliveto Lucano (Matera)
Festa della Madonna

Gli anziani del paese raccontano che la statua della Madonna di  “Piano del Campo” sia stata trovata nel  tronco cavo di una quercia in località “Piano del Campo”, contrada agricola poco distante dal centro abitato.

Per tale motivo, proprio sopra il suddetto tronco, le cui ramificazioni sono risultate ben visibili fino alla data del restauro ad opera della Soprintendenza per i Beni Artistici di Basilicata avvenuta negli anni ottanta, fu fatta costruire, per devozione popolare, una cappella mariana dedicata, appunto, alla statua della Madonna. 

cappella
La festa in onore della Madonna di “Piano del Campo” continua a svolgersi, come per il passato, nella seguente maniera: Il mese di maggio è un mese interamente dedicato alla Madonna.

Nei giorni antecedenti la prima domenica di maggio, l’Amministrazione Comunale con alcuni volontari,  si adopera  per  rendere più transitabile  la stradina comunale di campagna che collega il paese alla cappella mariana e per sfoltire le erbe lungo tutto il percorso  pedonale che circonda  la Cappella stessa. In antichità, quando non era l’Amministrazione Comunale ad occuparsi dei lavori di manutenzione della strada per “Piano del Campo”, vi provvedevano, a braccia, alcuni uomini di buona volontà, per i quali, alcune donne, dopo aver chiesto del cibo in onore della  “Madonna” presso tutte le case del paese, preparavano da mangiare trattenendosi, infine, tutto  il giorno in campagna.  Dopo aver terminato il lavoro, gli uomini erano soliti banchettare con le donne e le famiglie lì accorse e, subito dopo, già a partire dalla 1^ sera,  iniziava la recita del “rosario cantato”.  Il rosario cantato, risalente con ogni probabilità alla fine dell’ottocento, contiene diverse parole dialettali olivetesi e viene tutt’ora cantato ogni  sera del mese di maggio presso la Chiesa Madre  “Maria SS. delle Grazie” in onore della Madonna di Piano di Campo.

La prima domenica del mese di maggio, di buon ora, ci si reca in processione presso la Cappella di “Piano del  Campo” per prelevare la statua della Madonna e per portarLa in paese affinché vi resti per l’intero mese.  Per tale occasione, la Pro Loco “Olea” di Oliveto Lucano, a partire dall’anno 2007, ha ripreso la tradizione di addobbare, con fiori, ceri e tovaglie ricamate, tutti i tredici altarini in pietra posizionati lungo il percorso processionale della Cappella di “Piano di Campo” e lungo la stradina comunale di campagna che collega detta località al paese.

La terza domenica si svolgono, in paese, i solenni festeggiamenti in onore della Protettrice, con processione, banda, fuochi pirotecnici ed intrattenimenti musicali.

Gli anziani del paese raccontano, inoltre, che il sabato successivo alla domenica dei festeggiamenti, alcune donne devote, erano solite andare in campagna per raccogliere dei rami di rose selvatiche  e realizzare delle piccole coroncine dette “le verginelle” che all’indomani, quarta domenica del mese di maggio, bambine e ragazzine vestite di bianco avrebbero portato in testa in segno di devozione nei confronti della Madonna.

L’ultima domenica del mese di maggio e precisamente la quarta domenica, detto il giorno dell’ “Ottava della Madonna”, si va nuovamente in processione presso la Cappella di  “Piano di Campo” per riportarvi la statua della Madonna; durante l’intero percorso processionale si canta il cosiddetto “rosario delle verginelle”, un rosario semplice e, per molti aspetti, malinconico, quasi a denotare la tristezza per l’imminente separazione dalla Statua della Madonna.

Alcuni di noi ricordano ancora oggi che, in passato,  si era soliti pranzare tutti insieme nei pressi della Cappella, subito dopo la celebrazione della Santa Messa, per poi svolgere dei giochi, in particolare delle corse con cavalli, accompagnati da canti e balli. Nel pomeriggio, inoltre, si usava accendere un grande fuoco attorno al quale si radunavano tutti con gli animali ivi presenti; vicino al falò, poi, si usava portare la statua di S. Antonio Abate, protettore degli animali, (che sta sempre nella Cappella) per procedere alla benedizione delle messi e degli animali.

interno cappella

Quello stesso giorno, vi era anche un’altra usanza, quella, cioè, che chi aveva un figlio piccolo chiedeva a una persona verso cui nutriva particolare stima, di  innalzare il bambino verso la statua di S. Antonio; in tal modo tra le persone interessate veniva a crearsi uno speciale “comparizio” ed il padrino veniva  detto “il compare di Sant ‘Antun”.

 

 

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